mercoledì 27 maggio 2015

Cento gatti uguali!

Succede anche a voi di pensare di poter riconoscere il vostro amico animale tra mille? Ammetto che questo pensiero è nato dentro di me più di una volta e immaginando la mia gatta nera con la macchiolina bianca in mezzo a 100 gatti neri con la medesima macchiolina bianca, saprei esattamente dov'è la mia Miu! Così come per l'altra. Tra 100 siamesi riconoscerei Mia!
E se non volessi riconoscerla fisicamente, ma volessi giocare un po', per individuarla mi basterebbe usare un pezzettino di plastica morbida annodata per creare il suo giochino preferito. Certo, non basterebbe questo! Mi porterei dietro anche una scarpa! :)
Vi starete chiedendo il perché di questi oggetti non proprio convenzionali e le risposte sono in questo video che qualche giorno fa le ho fatto!


La mia Mia adora letteralmente che le si lanci il più lontano possibile il suo nastrino di plastica annodato. Lei corre come una forsennata per andare a raccoglierlo e poi...
... poi lo lascia cadere nella scarpa del suo papà per recuperarlo! :D
Insomma rende il gioco più interessante, perché quanto più è profonda la scarpa (poteva esserci anche uno stivaletto lì), quanto più è lunga, tanto più è difficile recuperare il suo giochino da riportare indietro a me (cioè la sua lanciatrice ufficiale di nastrini!)!

Ditemi un po' di voi!
Ci sono delle peculiarità specifiche dei vostri cuccioli? Le avete riconosciute? C'è qualcosa che fanno solo loro? Ma la domanda che più mi piace farvi è: riconoscereste anche voi tra 100 gatti uguali il vostro? :)

mercoledì 20 maggio 2015

Un collare per salvare gli uccelli: lo mettereste al vostro gatto?

Un mesetto fa sono venuta a conoscenza di questo strano, coloratissimo e appariscente collare per gatti, grazie al blog di Viviana. Il collare, ideato da ricercatori americani, si chiama appositamente "birds be safe", poichè lo scopo di questo accessorio così pomposo non è certo nobilitare la bellezza e l'eleganza felina, bensì appunto evidenziare la presenza del gatto agli uccellini, consentendo loro di fuggire prima di restarne vittime. Infatti pare che negli Stati Uniti ci sia un vero e proprio allarme sull'incidenza "venatoria" dei gatti, a scapito di una forte riduzione delle popolazioni di volatili americani... ma anche in Italia, secondo alcune ricerche, i nostri amati mici si renderebbero responsabili di un'ecatombe di passerotti, pettirossi, cince, merli e altri piccoli volatili (per tacere dei topi, ovviamente). 

Da Pinterest - ©Birdsbesafe

E' innegabile, nel bene e nel male, che il gatto cacci e che tra le sue prede vi siano anche gli uccellini: fa parte della natura del felino e, prima che i nostri mici diventassero domestici e alimentati a croccantini, la caccia era anche la loro unica strategia di sopravvivenza. Ma la caccia non è solo necessità, è piuttosto un istinto naturale che il gatto non perde mai, neppure quando è alimentato a scatolette e croccantini. Questo collare, che esteticamente risulta essere piuttosto ridicolo per il gatto, parrebbe almeno essere più "comodo" rispetto a quanto mi suggerirono alla LIPU, quando portai un merlo ferito dalla mia gatta: "Dovresti mettere alla tua gatta un collare dotato di sonagli, così da renderla avvertibile dagli uccellini quando va in giardino". Ricordo che, benchè affranta per il merlo ferito (che per fortuna sopravvisse!), trovavo inopportuno obbligare la mia gatta non solo a portare un collare (a cui magari si potrebbe anche abituare), ma soprattutto a renderla "sonora" in ogni suo spostamento, contraddicendo il suo essere naturalmente silenziosa. Privare appositamente il gatto della sua "furtività", anche se a fin di bene, per quanto mi riguarda equivale a frustrare una delle sue necessità naturali. Diciamo che almeno questo collare Birdsbesave non ha questa controindicazione!
Sono davvero curiosa di sapere cosa ne pensate voi: lo mettereste mai al vostro gatto? E cosa ne pensate del cercare di tutelare la sopravvivenza degli uccelli in relazione alla natura cacciatrice del gatto? Raccontatemi la vostra opinione!

lunedì 4 maggio 2015

Come cane e gatto!

Mi son sempre soffermata a pensare che per gli animali non c'è razza, religione, moti di pensiero negativi o gesti di discriminazione! La natura nasce perfetta e se è davvero così, allora dovremmo prendere solo esempio!
Riflessioni a parte oggi sono curiosa di sapere se avete esperienze di più razze di animali insieme! Noi in casa abbiamo pesciolini e gatti... e sono accomunati solo dalla curiosità! Non posso dire ci sia un vero e proprio rapporto (!!!) ma almeno conviviamo tutti in armonia! :D
Ditemi di voi... avete o avete avuto cani e gatti insieme? Pappagalli e tartarughe? Iguane e serpentelli? Com'è circondarsi di loro?



lunedì 27 aprile 2015

Un nuovo arrivo - Parte II

Nel primo "episodio" li avevamo lasciati così.
Oggi proviamo a vedere cosa potrebbe accadere durante il fatidico incontro tra Francino e Bichicco!

Preparazione all'incontro
Dopo avere allestito la stanza neutra e prima di arrivare all'incontro vero e proprio, una "manovra" utile è quella rendere l'umano di casa (cioè Gigia) il ponte che fa da tramite tra Francino e Bichicco. I gatti si riconoscono dall'odore, quindi Gigia dovrà prender Bichicco, portarlo nella stanza neutra e accarezzarlo per benino, sulla testolina, sulle zampette... poi dovrà tornare da Francino e farsi annusare. Francino sentirà un altro odore e da questo primo "incontro" si potrà capire come reagisce. Quindi andare avanti in questo modo per i primi tempi (da qualche ora a un paio di giorni).
Gigia starà con Bichicco, si farà inondare di fusette e tornerà da Francino, in un rituale utilissimo che permetterà a quest'ultimo di conoscere/riconoscere i nuovi odori accettandoli.

L'incontro vero e proprio
Il terzo giorno (o comunque quando il gatto di casa sembra essere pronto perché ha accettato il nuovo odore) si potrà azzardare il primo incontro.
La situazione dovrebbe essere la seguente.
Stanza neutra. Bichicco per sicurezza la prima volta è meglio sia in un trasportino. Gigia avrà portato un oggetto personale di Francino in quella stanza (la sua ciotola ad esempio) in modo che lui possa sentirsi al sicuro. Quindi gli avrà anche portato un pugno di crocchette e lasciato che lui vedendole ricoconosca che sono sue.
Tranquillizzato Francino, Gigia potrà avvicinarlo alla gabbia (o magari per curiosità si sarà anche lui già avvicinato) e valutare il suo comportamento. Trovandosi in un luogo neutro non dovrebbe né soffiare contro Bichicco, né tentare di attaccarlo. Valutata la situazione come tranquilla, Gigia potrà all'occorrenza aprire la gabbia del cucciolino e lasciare che la natura faccia il suo corso.

Solitamente i gatti adulti non attaccano i cuccioli, perché li riconoscono come indifesi; dal canto loro i più piccoli vorranno subito fare amicizia e vedranno il gatto adulto come un ipotetico nuovo compagno di giochi. I piccoli sono impavidi e non hanno problemi a relazionarsi con gli altri gatti se questi ultimi non avranno dato segni di territorialità (tipo soffiare o ringhiare come sono soliti i gatti che si sentono attaccati).
Una volta avvenuto il primo contatto Gigia potrà anche azzardare ad aggiungere una ciotolina per Bichicco accanto a quella che aveva portato di Francino e vedere se condividono la pappa. Se sarà andato tutto a buon fine, i due felini faranno amicizia in pochissimo tempo.
L'importante durante i primi tempi è che Gigia faccia in modo da creare un "rito" d'incontro... come ad esempio la pappa. Se entrambi i gatti impareranno a condividere questo momento (che è un bel momento) insieme, allora pace sarà fatta e il gatto adulto avrà accettato l'ospite!
Un buon segno è ad esempio vedere Francino che annusa Bichicco, lo lecca e poi gli volta le spalle: significa che l'accetta ed è sicuro di lui (un gatto non volta mai le spalle ad una minaccia, ma la tiene sempre d'occhio)... il pericolo è passato e Gigia è riuscita perfettamente nell'intento!

Nella sfortunata ipotesi in cui Francino dovesse ringhiare, soffiare e gonfiare la coda la prima volta, è giusto lasciarglielo fare e Gigia non dovrà mai urlare di smettere e dirgli di non farlo. Semplicemente basterà che l prenda di peso e lo porti via.
I gatti non amano i rumori forti (men che meno essere sgridati) per questo motivo meglio non urlare.
In questo sfortunato caso sarebbe utile riprovare il giorno dopo (acquistando "ormoni gatti" in spray - tipo Feliway et similia) e sempre dopo aver accarezzato prima l'uno e poi l'altro - per unire gli odori e renderli odori "amici"- Gigia dovrà avere tanta pazienza.

Esempi di vita vera
Vi riporto qualche esempio (a titolo esemplificativo e tratto da episodi accaduti ed ai quali ho potuto prendere parte) affinché si capiscano le variabilità di comportamento.
1. Maschio adulto già presente in casa incontra cinque cuccioli (tre maschi e due femmine)
Il gatto maschio che era già in casa quando arrivarono cinque cucciolini (la mia Mia e i suoi fratelli Teo, Hoover, Faith e Smoky) fu talmente bravo che l'unico comportamento che adottò fu quello del "malato immaginario"!!! Ogni volta che vedeva i batuffoli gli prendevano degli attacchi di conati di vomito... ma non vomitava... erano solo conati! Insomma come facesse finta di stare male!

2. Maschio di 10 mesi già presente in casa incontra cucciolo femmina di 2 mesi
Il mio gattone Paciocco (il gatto che avevo a Napoli) ha un carattere mansueto e dolcissimo. Durante il secondo anno al liceo, mi capitò all'uscita da scuola di notare un cucciolino di gatto e decisi di portarlo a casa (naturalmente non avevo l'esperienza che ho oggi quindi non ci fu un ingresso graduale del piccolino), ma me ne pentii immediatamente! Paciocco da lontano cominciò a ringhiare e soffiare come un matto, quindi nel giro di un'oretta dovetti portar via il nuovo ospite, con buona pace di mia madre. In quel contesto mi resi conto che Paci stava soffrendo quell'invasione di territorio.

3. Femmina di 7 mesi già presente in casa incontra cucciolo femmina di 2 mesi
La mia Miu, all'arrivo di Mia, ha soffiato per un paio d'ore... solo un paio d'ore. Ringhiava tutto il tempo, provando anche ad "attaccarla", ma dal giorno dopo già le permetteva di mangiare assieme a lei.
 
Conclusioni
Ogni gatto ha il suo specifico carattere ed in base allo stesso bisogna comportarsi di conseguenza. Tutto sta a presentare i nuovi micetti con garbo e un po' alla volta, abbinandovi sempre cose positive (pappa insieme, giochi insieme, coccole e carezze contemporaneamente). Il resto è sempre bene lasciarlo fare a loro, alla natura!
L'importante è prender tutto con serenità. I nostri amici animali sanno se siamo preoccupati! Sentono se proviamo ansia, quindi largo spazio ai sorrisi, all'affidarsi a loro e al circondarsi di baffetti curiosi!





NOTA: Le informazioni sopra riporatate sono semplice frutto di studi personali accumulati durante gli anni, grazie ad articoli e letture che hanno potuto arricchire la mia conoscenza in tale ambito. Per questi motivi non devono essere assolutamente sostituiti ai consigli del veterinario. Solo tale figura professionale potrà consigliarvi nel migliore dei modi!