martedì 12 agosto 2014

Neve Cielo Mare

Snow
Da cinque anni Irene riusciva a sentire fin sotto pelle quanto quegli occhi cielo-mare riuscissero a leggere le sue emozioni. Mai una volta, la sua Snow - così aveva deciso di chiamarla dopo averla trovata letteralmente sotto la neve - aveva sbagliato.
La più importante risaliva a tanti anni prima. Il giorno in cui aveva incrociato per la prima volta gli occhi zaffiro della sua gatta.
Irene si preparava a vivere la sua nuova vita da sola dopo ben quattro anni di forzata convivenza. Il rapporto conflittuale dal quale veniva fuori le aveva completamente cambiato la corretta visione del mondo; quell'uomo le aveva sempre impedito di sentirsi felice, relegandola in una fitta nube di grigia esistenza e portandola a credere di valere meno di zero. Lei, allora, aveva solo ventidue anni e una luce dentro che sapeva l'avrebbe liberata presto.
Quel freddo inverno aveva ricoperto le auto e i tetti delle case di una soffice neve candida, costringendo gli abitanti del paese a muoversi a piedi con cautela.
Irene, decisa a lasciare quell'uomo vile e geloso, provava da alcuni minuti a mettere in moto la sua auto. Era sgattaiolata fuori con una valigia piena solo del necessario per scappar via e non riusciva a trattenere il sorriso che nasceva spontaneo al sol pensiero di stare per allontanarsi e metter kilometri tra lei e quel bastardo violento.
Finalmente il motore decideva di riprendere a funzionare, ora poteva partire! Quando un attimo prima di farlo, un gatto nero cominciò a grattare con le unghie la parte anteriore dell'auto.
<<Oh, noo! Sciò piccolino... vai via!>> si affrettò a dirgli con un tono di voce non troppo convincente. Non voleva urlare, non voleva esser vista andarsene.
Così uscì dall'auto e si rese conto che quel cucciolo provava a scavare dentro un cumulo di neve ammassatosi lì davanti durante la notte. In effetti capì che non sarebbe potuta partire comunque, quindi prese a scavare lei stessa con le mani infilate nei pesanti guanti per liberare il passaggio. Appena aperto un piccolo varco nel bianco, si accorse di un corpicino inerme peloso e bagnato disteso sotto quella spessa coltre di neve non ancora sciolta. Lo prese con cautela e con occhi sgranati non riuscì a pensare ad altro che riscaldarlo. Lo portò in auto, accese il riscaldamento al massimo e tirò fuori dalla valigia due dei suoi maglioni di lana e glieli avvolse attorno al corpo.
Infilò la chiave nel foro d'accensione e, cucciolo inerme sulle sue gambe, partì alla volta di casa dei suoi genitori, cercando di andare il più velocemente possibile, incurante che quella strada ghiacciata non lo concedesse.
I minuti passarono in fretta e lei ormai guidava con una mano sola per poter tenere l'altra sul corpicino di quel gatto al quale, si rese conto con gioia, batteva stancamente il cuoricino.
Svoltò a destra inoltrandosi nel vialetto che l'avrebbe condotta finalmente a casa, ma amaramente capì che ci sarebbe voluto troppo tempo: la stradina era completamente invasa da un mastodontico spazzaneve.
Irene non si perse d'animo. Tenendo il fagottino in braccio, aprì la portiera e si diresse in direzione dell'autista di quell'enorme aggeggio.
<<Ehi! Signore!>> gli urlò per farsi sentire <<La prego, ho bisogno di passare... è questione di vita o di morte!>> ma le sembrò di essere stata melodrammatica gridando quest'ultima frase.
L'improvviso silenzio dato dai motori che si spegnevano, fu un sollievo inaspettato.
Dal grosso macchinario scese un giovane, forse sulla trentina, che senza mezze misure disse <<Questione di vita o di morte? Cosa succede?>>.
Irene, colta alla sprovvista e non sapendo come spiegarsi esattamente, fece l'unico gesto che le venne in mente. Sporse le braccia verso quell'uomo per fargli capire che dentro quel cumulo di maglioni c'era qualcuno di importante da salvare.
Lui avvicinò il viso all'involto e capì. Senza esitare glielo tolse di mano e se lo mise sotto la giacca dicendo <<L'ha trovato nella neve, vero? Non si preoccupi, starà bene, ne ho già salvati diversi negli ultimi giorni!>> poi sorrise e aggiunse <<Io sono Giorgio e lei è...?>>.
Irene disse il proprio nome a voce talmente bassa che si rese conto di avere poi immediatamente aggiunto invece in modo chiaro <<...vorrei tenerlo io, per piacere. Quel cucciolo è importante...>> ma non riuscì a capire per quale motivo le vennero fuori quelle parole. Probabilmente era divenuto un simbolo di libertà, così come voleva lo fosse di vita... voleva restasse in vita a testimonianza di ciò che di bello l'esistenza può regalare.
Giorgio non parlò, aprì la giacca e lei vide spuntare due occhi di un vivido e abbagliante azzurro, che un attimo dopo si alzarono come a guardare il mento di lui. Infine un debolissimo miagolio fece sorridere entrambi.
Irene sapeva che Snow l'aveva sentita e aveva capito che si riferiva a lei. Così si era fatta forza e l'aveva guardata leggendole l'anima. Volgendo il suo sguardo anche verso Giorgio suggellava quel legame.

In una fresca mattina, cinque anni più tardi, Snow avrebbe poggiato i suoi occhi prima su Irene, poi sulla sua pancia, capendo che presto avrebbe accolto anche il suo bambino, frutto di un amore nato all'ombra di uno spazzaneve.


NOTA: I nomi, i personaggi, i luoghi e gli eventi raccontati sono frutto della fantasia dell'autrice, pertanto eventuali riferimenti a fatti e/o persone è puramente casuale. La fotografia adoperata per dare un volto a Snow è stata deliberatamente prelevata da internet - I'm 'feline' good board su Pinterest - in quanto libera da copyright. Chiunque ritenesse di esserne il proprietario intellettuale è pregato di inviare una email a netempoliberofaccioilgatto@gmail.com richiedendone la rimozione. Come da disclaimer presente in "True Feline good Blog" è vietata ogni riproduzione totale o parziale dei testi presenti in queste pagine previa richiesta all'autore stesso.

7 commenti:

  1. Carissime grazie per aver raccontato una storia meravigliosamente tenera che riempie il cuore di tanta gioia!
    Basta guardare Snow nei suoi occhi per capire che sa leggere nel cuore di chi gli vuole bene!
    Un abbraccio per una serena giornata!

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    1. Grazie cara Stella... ho scelto proprio quella foto perché mi ha suscitato le medesime sensazioni! E' un piacere sapere che ti è piaciuta questa storia! :)

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  2. Bellissimo racconto! Commovente!!!
    Sì, gli animali sanno leggee dentro ddi noi prima e meglio di quanto facciamo noi stessi.
    Vivere con loro è importante! Ci danno tanto e pretedonno poco! Solo cibo e rispetto.

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  3. @ Stella: grazie di cuore e i complimenti vanno tutti a Roberta che riesce a scrivere queste storie meravigliose che toccano il cuore!!

    @ Patricia: grazie di cuore anche a te!! Hai ragione: vivere con loro è importante, privarsi della loro presenza significa impoverire di molto le nostre vite... e i nostri cuori.

    Un abbraccio a entrambe!

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  4. Bellissima storia, gli animali ti riempiono il cuore..se non avessi i mie gatti la mia vita sarebbe molto più triste…grazie!!
    Carmen

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    1. Grazie a te Carmen... anche io non riesco minimamente ad immaginare la mia vita senza di loro! Al pensiero rabbrividisco! u_u

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