giovedì 12 novembre 2015

Prendi la vita con filosofia (felina)!

Cari truefelini, siamo approdati ormai nel pieno dell'autunno: novembre è iniziato da una decina di giorni! E se queste giornate lunghe e un pochino uggiose, di pieno lavoro e ancora lontane dalla prospettiva delle feste natalizie, vi demoralizzano... prendetela con filosofia, ma quella felina! Sì, perchè per un gatto ogni giorno è un buon momento per un pisolino, o una dose di coccole, o per sgranocchiare qualcosa di buono, o ancora per nascondere il musino in un posto sicuro e appartato... e tutto diventa più bello! Vedere per credere, questo video vi strapperà sorrisi a non finire!


Allora che mi dite? Certo noi umani non possiamo passare le giornate sul divano o spaparanzati davanti alla finestra, ma magari un pizzico di leggerezza e di "tocco zen" di questi mici possiamo tenerlo presente! Perchè il nostro gatto è proprio un maestro in questo e ci insegna che il "carpe diem" è un ottimo stile di vita, per tutte le cose migliori della vita: cibo, coccole, pisolini e relax, ogni volta che si può!

venerdì 6 novembre 2015

Lectio Magistralis di un gatto

Valutiamo la situazione: è un dato di fatto che noi gatti siamo tra gli animali più affascinanti del pianeta. Ma qui si dimostrerà, con inequivocabile certezza, che siamo Gli animali più affascinanti in assoluto, soprattutto nell’opinione umana.

Penelope, Gattile di Ferrara

Tanto per cominciare, possediamo lo sguardo, l’eleganza, la grazia e l’autorità del grande felino, ma in versione più piccola e, si sa, le miniature sono sempre più pregiate. Inoltre, vogliamo mettere la scomodità di ospitare una tigre in salotto? Per non parlare dei leoni: quelli sì che saprebbero solo dormire sul divano, occupandolo completamente per intere giornate, mentre il suo harem di leonesse starebbe di guardia al frigorifero, in cucina, provocandovi un certo nervosismo. Noi gatti, invece, ci accontentiamo di piccoli angolini in ogni stanza della casa: una sedia, un tappeto, un cuscino, una scatola, una poltrona, un cesto, un letto, un pouf, un’amaca… insomma, siamo molto più gestibili di un grande felino, ma ugualmente affascinanti. E siamo anche molto più generosi: siamo disposti a condividere i nostri posti con voi.
A parte il nostro buon carattere, un gatto ha innumerevoli assi nella manica per conquistarsi il favore degli umani.
Anzitutto: lo sguardo. Il nostro sguardo sa essere indecifrabile, misterioso, seducente, ma anche supplichevole, dolce fino allo sfinimento, implorante. Se poi vi abbiniamo uno smiagolio più che eloquente, il gioco è fatto: nessun bipede saprà resisterci, tantomeno ignorarci.
In secondo luogo: la folta pelliccia, disponibile in innumerevoli colori e versioni. Tinta unita o multicolor, ce n’è per tutti i gusti: lungo, corto, medio-lungo, tigrato, maculato, sfumato… ma la cosa importante è che il nostro mantello è sempre morbido e pulito poiché provvediamo, diligentemente, a pulirlo noi stessi quotidianamente. Nulla a che vedere con quegli ispidi e polverosi dei cani.
A proposito di abitudini igieniche: come non apprezzare la nostra ammirevole educazione nell’uso della toilette? Discreti e civilmente avanzati, noi abbiamo ben cura di coprire il nostro rifiuto organico, in modo tale che non sia un rischio per i passanti. Ditemi: quanti di voi non hanno mai inveito per essere scivolati, per strada, su una deiezione canina? Ecco, questo è semplicemente raccapricciante. Con un gatto queste cose non succedono. Mai.
Un altro discreto punto a nostro vantaggio sono le orecchie. Grazie a queste possiamo anche voltarvi le spalle ma, dirigendovele indietro come un radar mobile, cogliamo ogni vostro movimento, parola, espressione, mentre voi, ignari, crederete che la nostra attenzione sia diretta altrove. Saremo sempre un passo davanti a voi, non potrete mai coglierci alle spalle. Questo ci dà un vantaggio strategico ineliminabile.
Inoltre: i suoni che sappiamo emettere. Parliamone: conoscete forse suoni più simpatici, adorabili, cordiali e teneri? Oltre alla vasta gamma di “miao”, sappiamo produrre irresistibili “prr”, “rrr”, “frr” di saluto, accompagnati dalla nostra meravigliosa coda, dritta a banderuola, inequivocabile segno della nostra benevolenza nei vostri confronti.
Ma non è finita: le fusa. Ecco, le fusa sono un punto enormemente a nostro vantaggio. Gli uomini si sciolgono letteralmente quando facciamo le fusa! Sembra che tutte le volte che sia una sorta di miracolo, forse ancora non hanno capito che per noi è naturale farle… ma tutti lì a sorprendersi che diventiamo dei “motorini”, “piccoli aeroplani” e a gongolare del nostro ronfare. Se solo pensiamo alle fusa, si può già capire che non può esserci storia: siamo adorabili, senza paragone.
E a proposito di code: ditemi, quale altro animale sul pianeta saprebbe fare le nostre magie con il pelo? In caso di pericolo sappiamo raddoppiare la nostra stazza, mentre la coda diventa un grosso scovolino che, ne siamo certi, incute un certo timore.
Noi gatti abbiamo tutta una serie di capacità mirabolanti, alcune delle quali si traducono in concreti vantaggi per il genere umano: vediamo in condizioni di poca illuminazione; le nostre pupille di notte catturano e riflettono anche una minima luce; sappiamo arrampicarci sugli alberi come fossimo scimmie (ma siamo molto più belli delle scimmie!); sappiamo catturare un gran numero di animaletti inutili o nocivi, come topi, insetti, lucertole, serpentelli, ragni; sappiamo anche scaldarvi piedi e gambe nelle notti d’inverno. Come si può notare, siamo multifunzionali, cosa che non è certo da tutti. E poi siamo di gran compagnia.
Infine: tutta l’irresistibile serie di comportamenti che ci rendono così adorabili. Mentre dormiamo sembriamo angioletti scesi direttamente dal Parnaso, quando ci acciambelliamo sembriamo eleganti cuscini multicolore, quando osserviamo con i nostri magnetici occhi sembriamo creature divine che scrutano il mondo, quando siamo immobili in caccia sembriamo perfette statue, scolpite con arte nella materia vivente... e quando facciamo "la pasta" su di voi, dedicandovi le nostre fusa, non siamo forse le più tenere, adorabili e meravigliose creature del pianeta?
E sì, è pur vero che c’è tutta una parte di umanità che dice di giudicarci egoisti, approfittatori, ambigui, sornioni e subdoli. Ma bisogna capirli, devono semplicemente essere imbarazzati da tanti nostri lati positivi, si sentiranno un po’ sminuiti. E poi, si sa: chi disprezza, compra.

domenica 1 novembre 2015

Per un novembre da gatti!


Era da un po' che non ci dedicavamo all'elogio dei mesi dell'anno, introducendoli con una bella "cartolina". Che fosse stata preparata da noi o semplicemente una immagine che racchiudesse ciò che di bello ci aspettiamo dai giorni a venire, è sempre piacevole poter evocare profumi, sapori e "novità" riguardanti quelli che cominceranno ad essere i mesi più freddi!

La voglia mi è ritornata proprio ieri, mentre pensavo alla passata festa che ricorda i nostri cari defunti: Halloween. Bene, come sapete oggi è Ognissanti ed è come se questa "festa" attraverso le tradizioni diverse degli uomini, comtinuasse a vivere! Novembre è il mese che per antonomasia festeggia tutti i cari che non fanno più parte della nostra vita!

Ed oggi voglio festeggiare chi ancora c'è, ma anche chi non c'è più!
No, questo non vuole essere un post nostalgico o triste, ma proprio il contrario! E' l'esaltazione della vita, dei momenti più belli che ci sono stati regalati assieme a persone e (in questo caso) cuccioli del cuore! Condivido quindi con voi un pezzettino della mia esperienza. 

Evita
In novembre nasceva Evita. La mamma gatta persiana del mio adorato gattone Paciocco (che ora vive con la mia mamma). Era il 1998 e la batuffolina multicolore apriva gli occhietti per la prima volta. Oggi voglio ricordarla, non solo perché mi ha regalato il mio primo amore gatto ma anche perché non c'è più (scomparsa prematuramente nel settembre del 2001).
Il suo musetto era schiacciatino, tipico dei gatti di quella razza. Il suo manto era di mille colori, le cui sfumature andavano dal nero pece al beige sabbia con qualche spruzzatina di rossiccio e bianco qua e là. Aveva un caratterino niente male, una bella testona. Ma con orgoglio posso dire che nonostante non si facesse avvicinare da tutti, io ero sicuramente la sua preferita! Non vi dirò che non l'ho mai chiamata con il suo nome (anche perché all'epoca ero ancora una bambina, quindi il nome "Evita" non evocava grandi personaggi!) e nemmeno vi dirò che rispondeva solo quando la chiamavo Baubaumiciomicio. Io non ve l'ho detto, eh!
Vi lascio la "foto di una foto". Ovviamente l'unica che ho di lei... anche se in fondo non ho bisogno d'altro, perché la ricordo perfettamente!
Lei è tutta nel mio cuore! :)

Ma ditemi di voi! Avete qualche aneddoto da abbinare a questo fantastico mese che ci accoglie?

martedì 27 ottobre 2015

Nei tuoi occhi - Parte I

Fulvo
Fulvo era il terzo cucciolo di una famiglia numerosissima. Era più piccolo di Polvere e Luna, ma dopo di lui avevano aperto gli occhietti anche Mora, Mirto e Sabbia. Papà Ginepro e mamma Fata diventavano genitori per la prima volta e non avrebbero potuto esser più felici.
Fulvo era attento, curioso e a differenza dei suoi fratelli e sorelle amava il giorno, l'aria e la luce. Si aggirava nel grande giardino della loro casa contemplando ogni volta le meraviglie della natura. Ciò che maggiormente lo attraeva erano fiori e insetti. Guardava i colori e coglieva le sfumature di ogni smeraldo di foglia o amaranto di petali. Restava però ammaliato e completamente ipnotizzato quando gli accadeva di riuscire a trovare nascosto tra le corolle un nuovo esemplare di farfalla.
Fulvo ne aveva una predilezione e ne adorava l'eleganza tanto che un giorno, osservando da vicino una di esse, si sentì quasi soffocare dalla gioia, ma anche dal dolore.
Fulvo sapeva di essere un gatto (nemmeno troppo carino, immaginava) e alla vista di animali tanto aggraziati, cadeva nello sconforto che nasceva dal desiderio di essere anche lui una farfalla. Così un giorno andò da mamma Fata e le disse con imprerturbabile sicurezza che non sarebbe mai stato felice se non avesse avuto le ali, proprio come uno di quei magnifici esamplari.
La sua mamma saggia, ma anche preoccupata gli diede un sol consiglio: intraprendere il viaggio dei gatti impavidi per andare alla ricerca della Fonte Mistica grazie alla quale avrebbe potuto avere le ali e finalmente volare.
Fulvo al settimo cielo non ci pensò su un secondo e raccolte tutte le energie, salutati i suoi fratelli e la sua mamma, si rivolse al suo papà e con un cenno del muso di lui ricevette anche il suo permesso. Un ultimo sguardo al giardino dell'infanzia e, voltate le spalle, si diresse verso il mondo che l'attendeva fuori.
Camminò per ben tre giorni ed all'imbrunire del quarto cominciò a pensare che lui, piccolo com'era e senza ali, non avrebbe potuto mai raggiungere la Fonte. Così un po' troppo mogio, fece per accoccolarsi ai piedi di un castagno, ben nascosto tra i cespugli, pronto a passare all'aperto la sua prossima notte. Quanto caldo era il cantuccio appena guadagnato... e quanto era comodo! Gongolando tra sé, pensò un'ultima volta alla sua mamma e felice si addormentò.
Non passarono che poche ore che all'improvviso il piccolo Fulvo fu svegliato da un leggero suono gutturale. Non capiva cosa fosse, non l'aveva mai sentito. Un po' gli prese paura, un po' tentennò cercando di farsi trasparente. Poi d'un tratto, sbucandogli da dietro, un gufetto tutto grigio (o almeno così pareva) si presentò con voce amichevole.
<<Ciao>> disse <<sono Scintilla!>>
<<Ciao!>> rispose un po' sulle sue Fulvo, e poi si presentò.
<<Come mai non giochi anche tu con le foglie e la luna?>> chiese Scintilla.
<<Giocare con le foglie e la luna? Come si fa?>> domandò curioso Fulvo.
<<Guardami>> continuò Scintilla e spiccò un bel salto, aprì le alucce e volando tra i rami del castagno fece cadere tante foglioline che alla luce della luna brillavano a tratti. Alcune nascoste dalle ombre, altre scintillanti di rugiada e ora sembravano coriandoli.
Fulvo che da terra non poteva toccare i rami fin lassù, decise di ballare tra le foglioline godendo lo stesso del magnifico spettacolo che offriva la natura.
Scintilla
E così, tra balli, sorrisi e svolazzanti piroette, i due piccoli esemplari di felino e volatile, passarono il resto della notte a farsi compagnia.
Fulvo scoprì che Scintilla era sola e non aveva mai conosciuto i suoi genitori, ma in compenso aveva imparato a volare egregiamente senza aiuto e a sua detta "se avesse potuto, avrebbe voluto essere una bella volpe". Fulvo invece le raccontò dei suoi fratelli e dei suoi genitori, ben consapevole che a quelle parole avrebbe sentito una forte nostalgia. Tirò su col naso e con un profondo miagolìo le disse <<Ora non sei più sola! Siamo amici e gli amici stanno insieme! E insieme troveremo la strada per raggiungere la Fonte Mistica che esaudirà i nostri desideri!>>.
Scintilla per la prima volta nella sua piccola piccola vita si sentì colma di gioia e vedendo spuntare il primo raggio di sole, provò un moto di felicità per la nuova vita cui stava andando incontro. Soddisfatta accettò l'invito e atterrando poco vicino a Fulvo, schioccò il suo becco in segno di rispetto. Fulvo le miagolò di rimando e insieme si avviarono verso la strada sconosciuta appena illuminata dall'alba.

...Continua...

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NOTA: I nomi, i personaggi, i luoghi e gli eventi raccontati sono frutto della fantasia dell'autrice, pertanto eventuali riferimenti a fatti e/o persone è puramente casuale. La fotografia adoperata per dare un volto a Mia e Mao è stata deliberatamente prelevata da internet - I'm 'feline' good  board su Pinterest - in quanto libera da copyright. Chiunque ritenesse di esserne il proprietario intellettuale è pregato di inviare una email a netempoliberofaccioilgatto@gmail.con richiedendone la rimozione. Come da disclaimer presente in "True Feline good Blog" è vietata ogni riproduzione totale o parziale dei testi presenti in queste pagine previa richiesta all'autore stesso.

venerdì 23 ottobre 2015

Persone che non amano i gatti...

Cari amici Truefelini, sapevate dell'esistenza di persone che non solo non apprezzano i gatti, ma addirittura li tengono a debita distanza con una sorta di disagio, proferendo perfino le sacrileghe parole "Non mi piacciono i gatti"? E passano la vita così, in questa inspiegabile convinzione che sia possibile non amare i gatti... si appigliano a reciproche antipatie, al fatto che i gatti hanno gli artigli e soffiano, al fatto che sono tradizionalmente "menefreghisti"... finchè un giorno, a queste persone accade l'inevitabile. Se può esistere qualcuno in grado di resistere al fascino del gatto adulto... beh, non esiste NESSUNO, al mondo, in grado di resistere alla tenerezza infinita di un gattino! Ed ecco cosa succede quando i "non-amanti" dei gatti, incontrano alcuni micetti!



E voi conoscete persone che credono di poter non amare i gatti? E che magari si sono "convertiti" al "gattolicesimo" quando hanno avuto l'occasione di conoscere davvero un micio? Raccontateci tutto!